Comitati per la difesa della lingua e della cultura campidanese

“Una proposta di soluzione del problema linguistico sardo”

Per i sardi residenti e non, nell’area linguistica campidanese

Come è noto il 03/07/2018 è stata varata la Legge Regionale N° - 22 “Disciplina della politica linguistica regionale” - che ha ufficializzato come unica “Lingua sarda” la variante minoritaria logudorese, privando i campidanesi, della propria identitàlinguistica. In seguito a detta legge sono sorti otto “Comitaus po sa defensa de sa lingua e de sa cultura campidanesa” de s’Area metropolitana de Castéddu, de     su Médiu Campidanu, de s’Oristanésu, de su Sulcis, de sa Marmilla, de suGerréi, de su Sarrabus e de s’Iglesienti. I “Comitaus”, dopo aver istituito il sito www.comitatolinguacampidanese.it hanno ricevuto in poco tempo, oltre 6.000 adesioni da parte di uomini di cultura, di comuni cittadini e di molte Associazioni culturali. Questi “Comitaus” per la difesa della lingua e della cultura campidanese, considerano la legge N° 22 ambigua perché parla di “Lingua sarda” e sottende solo quella logudorese, ignorando l’esistenza della variante maggioritaria della nostra lingua che è quella campidanese. Detta legge è contradditoria perché sancisce il contrario di quanto dichiarato all’Art.1. comma 2, che recita: “La Regione impronta la propria politica linguistica ai principi di trasparenza, etica pubblica, partecipazione democratica, programmazione degli interventi, razionalizzazione, efficacia e efficienza”. Belle parole!Ma come si può affermare che sono rispettati i “principi di trasparenza, etica pubblica”, se detta legge é punitiva per lamaggioranza dei sardi ai quali viene negata la propria identità linguistica? E come sono rispettati i principi di partecipazione democratica quando, invece di indire un “referendum” per la scelta, spettante al popolo, della variante eventualmente da ufficializzare (come proposto a suo tempo da Giovanni Lilliu!), con fare totalitario, ai 2/3 dei sardi viene imposta una lingua diversa da quella dei loro antenati, conosciuta da un millénnio? Detta legge é anticostituzionale perché viola due Articoli. L’Art.3 che così recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzionedi sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. È compito della Repubblica “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Viola l’Art N° 6: “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche” per cui “i cittadini vanno rispettati nelle loro diversità” e i campidanesi non sono stati rispettati nella loro diversa identità linguistica. La legge N° 22 non rispetta né le norme del Diritto Internazione né quanto stabilito da ONU e UNESCO che, in merito alle lingue minoritarie, affermano che ogni cittadino del mondo ha diritto alla propria lingua madre e religione”. Detta legge è anche discriminatoria perché mentre all’Articolo N° 2 si dice:“Fanno parte della lingua sarda il gallurese, il sassarese o turritano, il catalano di Alghero e il tabarchino”, per gli estensori della Legge N° 22, la lingua campidanese non esiste perché non viene nominata. Se ne accenna solo nell’Articolo N°8-Comma 4 “Consulta de su sardu” in cui viene citata l’ortografia campidanese che la si dovrebbe mescolare con la logudorese e con quella della Limba Sarda Comuna. Ecco cosa si dice in questo articolo: “La legge prevede una Consulta di esperti che elaborerà uno standard linguistico e provvederà a stabilire delle norme ortografiche tenendo conto delle norme di riferimento adottate, a carattere sperimentale dalla Regione, (quelle della fallita Limba Sarda Comuna) e di quelle delle macrovarietà storiche e letterarie campidanese e logudorese”. Questa L.S.C., definita da M. Pittau “logudorese annacquato” e da Blasco Ferrer “lingua infernale”, è quel Sardo Illustre (logudorese) figlio delle “Norme di base” per la “Limba Sarda Unificada”, proposto nel 1999 da una commissione costituita “ad hoc” per ottenere quella scelta col magnificare la letteratura logudorese con affermazioni non veritiere smentite dalla ricerca di G. Solinas Sardo Illustre edifesa del campidanese” presentata da G. Lilliu. Considerato che quella sarda è una “macrolingua” costituita da duevarietà fondamentali, il campidanese (parlato in un’area abitata da 960.000 sardi) e il logudorese (parlato in un’area di 180.000 abitanti), “entrambe intercomprensibili per tutti i sardi, formalizzate e in possesso di un notevole patrimonio diletteratura in poesia e in prosa di grande valore” (M. Pittau), nessuna delle due può essere sacrificata sull’altare dell’altra.L’unificazione della lingua è un falso problema in quanto la lingua sarda è già una nelle sue due varianti per i legamiesistenti tra loro: 30% di lessemi in comune, legati alla parola latina da cui derivano, 15% di parole uguali, unità sintattiche quasi uguali, come dimostrato da Leonardo Sole per illogudorese e da Giulio Solinas per il campidanése. Esse però hanno parole diverse per l’85%, hanno alfabeto diverso (nellogudorese manca la “x” e la “q”), fonetica diversa (il campidanese ha 32 fonemi, il logudorese ne ha 27 e non possiede le prepalatali, “ʒ” zeta sonora e “”), ortografia e coniugazione dei verbi diverse, ausiliari compresi e molto altro dissimile per cui è utopia volerle unificare col mescolare le loro norme ortografiche (E. B. Ferrer, M. Pittau, L.de Martini, F. Armeni, M. Piras e molti altri linguisti). È delittuoso eliminare il campidanese per avere una lingua unica perché́ la lingua sarda è già “unica nelle sue varianti” ed è impossibile applicare le norme ortografiche e linguistiche della L.S.C., lingua morta, sulle varianti vive che hanno proprie norme di riferimento. C’è da precisare che le due varianti e le lingue storiche ed alloglotte, continuamente colonizzate dall’italiano, sono a rischio di estinzione se non vengono parlate, scritte e insegnate a scuola come tali, per un tempo sufficiente a ravvivarle, (col prezioso ausilio degli anziani e degli adulti sardoparlanti ogni variante o parlata locale). Pertanto, la legge N°22 più che occuparsi di unificazione oggi dovrebbe risolvere il problema dellasopravvivenza di tutte le parole sarde. “Ogni parola che muore trascina con sé nella tomba dell’oblio i saperi, le arti, le tradizioni e la storia dei nostri padri”. La lingua è il DNA di ognuno di noi, ed è errata eticamente una legge checomporta la morte dell’85% del prezioso patrimonio delle 45.000 parole campidanesi, in quanto inesistenti nel glossario della “lingua sarda” ufficializzata. La legge N°22 è una palese ingiustizia che comporta un genocidio culturale con la negazione della identità̀   linguistica ai   2/3   dei   sardi.  In   nome   della parità   di    diritti    identitari    tra    i sardi, i “Comitaus”chiedono che la legge sia emendata con la ufficializzazione della “lingua sarda” nelle sue due varietà̀ . Ogni sardo ha diritto alla propria lingua materna. Se la Svizzera può avere quattro lingue ufficiali: francese, romancio, italiano e tedescoe il Belgio: può avere  tedesco fiammingo e francese, perché noi sardi non possiamo avere una lingua in due varianti che hanno entrambi caratteri di lingua? I “Comitaus” con le 48 Associazioni Culturali (Lions, Ancri, Admo, Avis, etc. che vedi nel sito) ed i loro oltre 6.000 aderenti, si augurano che l’ingiustizia, perpetrata contro i campidanesi dal precedente Consiglio Regionale, sia sanata con l’emendamento della legge che ha discriminato solo i campidanesi, la maggioranza dei cittadinisardi.

Letto il su citato documento, se ne condividete il contenuto, siete invitati ad aderire compilando il modulo seguente

 

Comitaus po sa defensa de sa lingua e de sa cultura campidanesa

“Una proposta de soluzioni de su problema linguisticu sardu”

Po is sardus residentis, e no, in s’area linguistica campidanesa

Cumenti est scìpiu su 03/07/2018 est istada pubblicada sa Lei Regionali N° 22 - “Disciplina della politica linguistica regionale” - chi at offizializzau cali unica “Lingua sarda” sa varianti minoritaria logudoresa, privendu is campidanesus, de sa  propria  identidadi  linguistica.  In  fatu  a  custa  lei  sunt  nascius  ottu “Comitaus po sa defensa de sa lingua e de sa cultura campidanesa” de s’Area metropolitana de   Castéddu, de   su Médiu   Campidanu, de   s’Oristanésu, de    su Sulcis, de    sa Marmilla de su Gerréi, de      su Sarrabus e      de      s’Iglesienti. Is “Comitaus”, pustis      ai     istituiu       su  situ www.comitatolinguacampidanese.it ant arriciu, in pagu tempus, prus de 6.000 adesionis de parti de ominis de cultura, de comunus zittadinus e de medas Associazionis culturalis. Is “Comitaus po sa defensa de sa lingua e de sa cultura campidanesa” considerant sa lei N° 22 ambigua poita fueddat de “Lingua sarda” e intendit referirisì scéti a cussa logudoresa, ignorendu s’esistenzia de sa varianti maggioritaria de sa lingua nostra chi est cussa campidanesa. Custa lei est contradditoria poita stabilit su contrariu de cantu declarau in s’Art.1. comma 2, chi aici recitat: “La Regione impronta la propria politica linguistica ai principi di trasparenza, etica pubblica, partecipazione democratica, programmazione degli interventi, razionalizzazione, efficacia e efficienza”. Bellus fueddus! Ma cumenti si podit affirmai chi sunt rispettaus is “principi di trasparenza, etica pubblica”, si custa lei est punitiva po sa maggioranza de is sardus a is calis benit negada sa propria identidadi linguistica? E cumenti sunt rispettaus is i prinzipius de partecipazione democraticacandu, invecis di fai unu “referendum” po su scebéru, spettanti a su populu, de sa varianti de offizializzai (cumenti propóstu in tempus passau de Giovanni Lilliu!), cun fai totalitariu, a is 2/3 de is sardus benit imposta una lingua diversa   de   cussa   de   is   antepassaus   insoru,   conota   giai   de   unu   millénniu?   Custa   lei    est anticostituzionali poita violat duus Articulus: s’Art.3 chi aici recitat: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,  di  condizioni  personali  e  sociali”. Est  impléu  de  sa  Repubblica “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Violat s’Art N° 6 chi recitat: “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche” e po tanti “i cittadini vanno rispettati nelle loro diversità” e is campidanesus no sunt stétius respettaus in sa diversa’identidadi linguistica insoru. Sa lei N° 22 no rispettatnè is normas de su Deréttu Internazionali, nè cantu stabiliu de s’ONU e de s’UNESCO chi, in méritu a is linguas de menoridadi, affirmant ca ogni cittadino   del   mondo   ha   diritto   alla   propria   lingua   madre   e   religione”.   Custa   lei      est discriminatoria poita mentras a s’Articulu N° 2 si narat: “Fanno parte della lingua sarda il gallurese, il sassarese o turritano, il catalano di Alghero e il tabarchino”, po is estensoris de sa lei N° 22, sa lingua campidanesa no esistit poita no bènit nominada. S’ind’accinnat vétti in s’Articulu N°8- Comma 4 - “Consulta de su sardu” - in su cali bénit zitada s’ortografia campidanesa chi dd’iant depiri amesturai cun cussa logudoresa e cun cussa de sa Limba Sarda Comuna. Eccu ita si narat in cust’articulu: “La legge prevede una Consulta di esperti che elaborerà uno standard linguistico e provvederà a stabilire delle norme ortografiche tenendo conto delle norme di riferimento adottate, a carattere sperimentale dalla Regione, (cussas de sa faddia Limba Sarda Comuna) e di quelle delle macrovarietà storiche e letterarie campidanese e logudorese”. Custa L.S.C., definia de M. Pittau “logudorese annacquato” e de Blasco Ferrer “lingua infernale”, est su SardoIllustre (logudoresu) fillu de is “Norme di base” per la “Limba Sarda Unificada” propóstu in su 1999 de una commissioni costituia “appositamenti” po otteniri cussu scebéru cun su aggrandiai sa litteratura logudoresa cun affirmazionis no  beras,  averiguadas  cun  sa  circa  de  G.  Solinas: Sardo  Illustre  e  difesa   del   campidanese” presentada de G. Lilliu. Considerau chi cussa sarda eest una “macrolingua” costituia de duas variedadis de fundaméntu, su campidanesu (fueddau in d-un’area abitada de 960.000 sardus) e su logudorésu (fueddau in d-un’area de 180.000 abitantis), “entrambeintercomprensibili per tutti i sardi, formalizzate e in possesso di un notevole patrimonio di letteratura in poesia e in prosa di grande valore” (M. Pittau), nisciuna de is duas podit essi’ sacrificada in s’altari de s’àtera. S’unificazioni de sa lingua est unuproblema falsu in cantu sa lingua sarda est giai una in is suas duas variantis po is liongius esistentis intre issas: 30% de lessemas in comunu, dépius a su fuéddu latinu de su cali derivant, 15% de fueddus ugualis, unidàdis sintatticas casi ugualis, cumenti dimostrau de Leonardo Sole po su logudoresu e de Giulio Solinas po sucampidanésu. Issas perou tenint fueddus diversus po s’85%, tenint alfabetu  diversu  (in  su  logudorésu  faltat  sa  “x”  e  sa  “q”),  fonetica  diversa  (su  campidanésu  tenit 32 fonemas, su logudorésu ‘ndi tenit 27 e no possidit is prepalatalis, “ʒ” zeta sonora e “”), ortografia e congiugazioni de is verbus diversas, ausiliaris incluius, cun meda àteru differenti e po custas rexonis est utopia su ddas bolli’ unificai cun s’amesturu de is normas ortograficas insoru (E. B. Ferrer, Pittau, L.de Martini, F. Armeni, M. Piras e medas àterus linguistas). Est unu crimini su eliminai su campidanésu po tenni’una lingua unica poita est giài “unica in is duas variantis suas” i est impossibile applicai is normas ortograficas elinguisticas de sa L.S.C., lingua morta, a is duas variantis bias chi tenint proprias normas de riferiméntu. ‘Nc’est de prezisaichi is duas variantis e is linguas storicas e alloglottas, sighidamenti colonizzadas de s’italianu, sunt in arriscu de estinzioni si no benint fueddadas, scrittas e imparadas in iscola aici cumenti sunt, po unu tempus sufficienti a ddas rabbivai. (cun s’aggiudu preziósu de is anzianus e de is sardus fueddantis dognia lingua locali). Po tanti sa lei N°22 prus che si occupai de unificazioni, oi iat a depiri risolviri su problema de sa subrabbivenzia de totus is fueddus sardus. “Dognia fuéddu chimorit ‘nci trisinat cun sei in sa tumba de s’olvidu, tótu su sciri, is artis, is costumanzias e sa storia de is mannusnostrus”. Sa lingua est su DNA de dognunu de nosus, i est errada eticamenti una lei chi cumportat sa morti de s’85% de is 45.000 fueddus campidanesus, in cantu no esistentis in su glossariu de sa “lingua sarda” uffizializzada. Sa lei N°22 est una clara ingiustizia chi cumportat unu genocidiu culturali cun sa negazioni de s’identitdadi linguistica a is 2/3 de is sardus. In nomini de sa paridadi de is derettus identidarius intre is sardus, is “Comitaus” rechedint chi sa lei siat emendada cun s’offizializzazioni de sa “lingua sarda” in is suas duas variedadis. Dognia sardu tenit su deréttu a sa propria lingua maternali.Si sa Svizzera podit tenni’ quattru linguas offizialis : franzésu, romanciu,, italianu e tedescu e su Belgiu ‘ndi podit tenni tres : tedéscu fiammingu e franzésu, poita nosus sardus no podéus tenni una lingua in duas variantis chi tenintambas carattiris de lingua? Is “Comitaus” cun is 48 Associazionis Culturalis (Lions, Ancri, Admo, Avis, etc chi agatas in su situ) e is prus de 6.000 aderentis insoru si augurant chi s’ingiustizia, ordia contras is campidanesus de su prezedenti Cunsillu Regionali, siat sanada cun s’emendaméntu de sa lei chi at discriminau scéti is campidanesus, sa maggioranza de is zittadinus sardus.

Ligiu su presenti documéntu, si ‘ndi condivideis sa sustanzia, seis imbidaus a aderiri compilendu su modulu sighenti